A Natale…

A Natale si accavallano ricordi
di nostalgiche infanzie,
in cui semplici gesti e sapori cullano mente e cuore.
A Natale ritroviamo l’onda lunga del nostro vivere,
attimi in cui
esultare di gioie non godute, pronunciare parole non dette, piangere lacrime non piante.
E pian piano,
con il cuore sommerso da sensazioni senza tempo,
tutto sembra più chiaro nell’ebbrezza della corsa.
Natale è il giorno più intimo dell’anno,
è il consueto riposo dell’affanno,
è il biglietto scritto con l’anima.
È il momento rigoroso e attento della riflessione.
Brindo perchè Natale sia un giorno come gli altri perchè tutti gli altri giorni siano semplicemente come Natale …
BUON NATALE DI CUORE A TUTTI VOI❤📚🌲📖🌟

Racconti di Natale: IL NATALE DI BRIGITTE



Francoforte, Natale 1946

Con delicatezza tentò di spannare i vetri. Fuori il severo inverno regalava i primi fiocchi di neve che scendevano soffici e silenziosi baciando ogni cosa: pareva accompagnassero le nenie di Natale. Il bellissimo orologio a pendolo a colonna di fine Ottocento, col suo piacevole tocco, segnò le 18, mentre sul fuoco il bollitore fischiò.

Brigitte sussultò. Era sovrappensiero, incantata da quella coltre bianca che ammantava il paesaggio. Immersa nella sua solitudine, lo sguardo riflesso nei vetri le sussurrava i ricordi dei Natali della sua infanzia, quando ancora la guerra era lontana, e con i suoi fratelli si rifugiava in soffitta a giocare. Tra un’impresa e l’altra guardava fuori dall’abbaino, seguendo i singoli fiocchi di neve che volavano come farfalle leggere, nascondendo i difetti della terra e, di certo, anche quelli degli uomini…

Quel pomeriggio, la sorprendente notizia di Anton l’aveva piacevolmente sconvolta. Dalla fine della guerra era stato dato per disperso…Ma ora stringeva tra le mani la lettera su cui tracce di inchiostro accurate come meticolosa e precisa era la grafia del fratello, le annunciavano la lieta novella. Fino a quell’istante aveva pensato che la guerra avesse portato via anche lui, così come il resto della famiglia e invece… era sano e salvo!

La guerra, la guerra assurda e dannosa era finita da poco più di un anno. Tutto distrutto, perso…ovunque solo disastro, macerie e morte. La mostruosa macchina bellica aveva travolto milioni di uomini, donne e bambini, combattenti e non combattenti. La città era stata rasa al suolo dai bombardamenti del ’44. La loro casa, come poche altre del centro città, era stata graziata…qualche piccola lesione, null’altro!

Da pochi mesi lei aveva ricominciato a insegnare nella scuola pubblica, ma l’indomani sarebbero iniziate le vacanze di Natale e Anton sarebbe tornato a casa, anche se, da quanto le aveva scritto, faticava a muoversi perché aveva perso un piede saltato con una mina e solo grazie alle stampelle riusciva a spostarsi. Non vedeva l’ora di accoglierlo e avvolgerlo in un abbraccio. Adesso non era più sola.

Faceva particolarmente freddo, la stufa in ghisa nel salone non riusciva a scaldare l’ambiente…aveva freddo dentro Amie! Sfogliava le pagine del libro che teneva sulle gambe…Catullo e Saffo le tenevano compagnia ma tutto era un grigiore.

Spifferi della finestra le rammentarono con nostalgia la preparazione in famiglia dei dolci tipici di Natale, il bell’albero grande, Weihnachtsbaum, che ogni dicembre tutti insieme decoravano con cura,e poi, senza perdere tempo, intonavano canti natalizi come Stille Nacht, heilige nacht.

Papà seduto nella grande poltrona li applaudiva contento e mamma che lavorava a maglia sorrideva felice. Poi andavano a Romemberg nella grande piazza del centro di Francoforte e lì passeggiavano tra i mercatini per scegliere i doni da mettere sotto l’albero e che poi tutti insieme avrebbero scartato la notte santa.

Adesso Romenberg non esisteva più così come non esistevano i mercatini, vie e piazze importanti della città…

Guardò ancora una volta fuori dalla finestra. Buio pesto. Sarebbe andata a letto subito dopo cena. L’indomani mattina avrebbe dovuto svegliarsi all’alba, preparare sporte di spesa per i bambini orfani di guerra e ospiti in una piccola casa di accoglienza. Era lì che in quei mesi spendeva il suo tempo libero. Era lì che l’indomani davanti all’albero che aveva addobbato con i piccoli vicino al caminetto avrebbe intonato i nostalgici canti di natale… Stille Nacht, heilige nacht.

Francoforte, la “Mainhattan” europea tra antico e moderno…

Francoforte, un po’ come tutte le grandi città tedesche, ha mille sfaccettature dove l’antico si incontra con il moderno. Molti aspetti tradizionali e storici da una parte e la tendenza alla modernità sfrenata dall’altra. Una città rinomata per essere il centro commerciale e finanziario, ma anche un importante centro culturale, i cui visitatori rimangono allibiti e senza parole di fronte alla sua architettura urbana e la bellezza dei suoi paesaggi. E’ proprio in questo contrasto che si trova il punto chiave per la lettura del fascino e della bellezza di questa città tedesca.

La piazza Römerberg, con il vecchio edificio del municipio (dove all’epoca del sacro Romano Impero si tenevano le cerimonie per l’elezione e l’incoronazione degli imperatori), vivacizzata dai tradizionali e incomparabili mercatini di Natale, la casa natale di Goethe (noto scrittore e rappresentante fedele della ricca borghesia del tardo Settecento) e il duomo di San Bartolomeo formano il centro storico della città.

La città nel periodo di Natale diventa magica: si trasforma in uno scenario fiabesco ed è in grado di stregare con i suoi mercatini sempre affollati in qualsiasi ora del giorno e della notte… Avvolti in sciarpe e berretti colorati si passeggia per le bancarelle che profumano di caramello, cannella e vin brulé. È un invito a festa, la festa che scalda le anime di un pomeriggio di tardo autunno addobbato di presepi, sfere colorate e alberi maestosi….

Piazza Romemberg e il tipico Mercatino di Natale
Lo Skyline di Francoforte, definita la Mainhattan d’Europa

In perfetto contrasto con l’Altstadt e con le radici più storiche e tradizionali…ecco lo spettacolare Skyline (fatto di altissimi grattacieli moderni) che caratterizza il panorama di una metropoli che riesce a stupire sempre.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la città fu parzialmente rasa al suolo dagli Alleati, con i bombardamenti del 1944, distruggendo il 70% degli edifici e in particolare quasi tutto il centro della città.
Solo poche case rimasero intatte, ma una parte degli edifici più importanti furono ricostruiti dopo la fine della guerra. Tra i pochi edifici ricostruiti ricordiamo il Römer, la Paulskirche e la casa natale di Goethe.

Pianta della città fotografata subito dopo i bombardamenti del 1944 (Foto Web)

La ricostruzione comportò un cambio estetico in quanto la struttura medioevale della città, ancora intatta nel 1944, fu sostituita da edifici in stile moderno. Ancora oggi, ovunque, si possono notare cantieri e nuovi palazzi perfino nel cuore della città ed è incredibile constatare come questa disomogeneità sia perfettamente in armonia, sorprendendo il turista curioso.

Francoforte, dunque, è la capitale finanziaria della Germania, ovvero di quella che è, molto probabilmente, la più grande potenza economica europea. Per questo la BCE ha qui la sua sede centrale, tra i grattacieli dell’imponente downtown, costruita sul modello di quelle USA (approfittando appunto delle vastissime devastazioni causate dai bombardamenti di cui abbiamo già accennato).

Sarà per questo che l’atmosfera che si respira è decisamente internazionale, forse meno tedesca che in altre grandi città della Germania. Pare che le decisioni che contano in Europa si prendano qui, piuttosto che a Bruxelles o Strasburgo e la metropoli è uno dei principali “hub” della finanza, cosa che attira schiere di city users che attribuiscono alla città quel tratto distintivo di internazionalità che molto probabilmente è il primo e principale aspetto che salta all’occhio.

Grattacieli, sedi delle grandi banche, sul fiume Meno

Oltre al suggestivo centro storico, varie sono le attrazioni, come il ponte di ferro Eiserner Steg (che collega Altstadt al quartiere Sachsenhausen) che, alla stessa stregua del Ponte Milvio di Roma, custodisce in colorati lucchetti le promesse d’ “amore eterno” di centinaia di migliaia di coppie …

Eiserner Steg con i lucchetti d’amore

Oppure è possibile godere della spettacolare vista sulla città con i suoi viali, le piazze e gli imponenti edifici proprio da una delle torri più alte, la Main Tower ( 200 mt in 60 secondi!). Panorama mozzafiato assicurato!

Cos’altro aggiungere se non che la metropoli tedesca con i suoi profumi, i suoi colori e la sua sorprendente contrastante architettura non può affatto deludere…

Allora, BUONA VISITA e… auf wiedersehen!