Mi sarebbe piaciuto nascere dentro un libro…

Mi sarebbe piaciuto nascere dentro un libro, possibilmente un romanzo d’ amore,
dove magari c’è un bacio indimenticabile, oppure la nascita di un figlio…
E non m’ importa di quanta strada, di quante montagne debbano scalare i due protagonisti prima d’ incontrarsi, prima di regalarci la meravigliosa immagine del loro primo abbraccio….
il bacio tenero di una madre che accoglie il suo piccolo.
Non m’ importa di quante volte dovrò soffiarmi il naso, perchè tutto mi commuove.
Vorrei solo essere lì e toccare con mano quell’ emozione che fa ricamare la pelle di brividi. Vorrei essere pagina… che contiene tanto amore, laddove anche l’impossibile si può aggiustare e dove tutto ha una fine non scontata ma bella.
Essere dentro quell’ultima pagina di lieto fine, quella più attesa…essere quelle ultime righe, che profumano di tenerezza, che fanno piangere di gioia…

Buon 2020 🥂🍾

E un altro anno sta per chiudersi…
dovrei tirare le somme ma non sono mai stata brava in matematica!
Preferisco rivivere le emozioni vissute e metterle per iscritto.
Il 2019 è stato un anno intenso sia professionalmente che affettivamente.
Scorro i volti delle persone che amo e di quelle a me molto care che mi sono state vicine in ogni istante. Mi sono resa conto che ho la pelle e il cuore coriacei e che sono sopravvissuta con soddisfazione alle delusioni e alle paure. La cosa di cui vado veramente orgogliosa, che mi dà forza ed equilibrio, è l’essere riuscita ad andare Oltre, divenendo bussola della mia stessa esistenza, stella polare delle notti senza tempo. Ho proprio imparato ad osare!
Aspetto che scocchi la mezzanotte per augurarmi ancora una volta un FELICE ANNO NUOVO che sia ricco di bellezza, salute e amore perché vorrei proprio continuare a naufragare in essi assieme alle persone che amo incondizionatamente♡
E lo stesso augurio lo inoltro a ciascuno di voi!
Buon 2020 col cuore …a tutti NOI🍾🥂

MT@

A Natale…

A Natale si accavallano ricordi
di nostalgiche infanzie,
in cui semplici gesti e sapori cullano mente e cuore.
A Natale ritroviamo l’onda lunga del nostro vivere,
attimi in cui
esultare di gioie non godute, pronunciare parole non dette, piangere lacrime non piante.
E pian piano,
con il cuore sommerso da sensazioni senza tempo,
tutto sembra più chiaro nell’ebbrezza della corsa.
Natale è il giorno più intimo dell’anno,
è il consueto riposo dell’affanno,
è il biglietto scritto con l’anima.
È il momento rigoroso e attento della riflessione.
Brindo perchè Natale sia un giorno come gli altri perchè tutti gli altri giorni siano semplicemente come Natale …
BUON NATALE DI CUORE A TUTTI VOI❤📚🌲📖🌟

Racconti di Natale: IL NATALE DI BRIGITTE



Francoforte, Natale 1946

Con delicatezza tentò di spannare i vetri. Fuori il severo inverno regalava i primi fiocchi di neve che scendevano soffici e silenziosi baciando ogni cosa: pareva accompagnassero le nenie di Natale. Il bellissimo orologio a pendolo a colonna di fine Ottocento, col suo piacevole tocco, segnò le 18, mentre sul fuoco il bollitore fischiò.

Brigitte sussultò. Era sovrappensiero, incantata da quella coltre bianca che ammantava il paesaggio. Immersa nella sua solitudine, lo sguardo riflesso nei vetri le sussurrava i ricordi dei Natali della sua infanzia, quando ancora la guerra era lontana, e con i suoi fratelli si rifugiava in soffitta a giocare. Tra un’impresa e l’altra guardava fuori dall’abbaino, seguendo i singoli fiocchi di neve che volavano come farfalle leggere, nascondendo i difetti della terra e, di certo, anche quelli degli uomini…

Quel pomeriggio, la sorprendente notizia di Anton l’aveva piacevolmente sconvolta. Dalla fine della guerra era stato dato per disperso…Ma ora stringeva tra le mani la lettera su cui tracce di inchiostro accurate come meticolosa e precisa era la grafia del fratello, le annunciavano la lieta novella. Fino a quell’istante aveva pensato che la guerra avesse portato via anche lui, così come il resto della famiglia e invece… era sano e salvo!

La guerra, la guerra assurda e dannosa era finita da poco più di un anno. Tutto distrutto, perso…ovunque solo disastro, macerie e morte. La mostruosa macchina bellica aveva travolto milioni di uomini, donne e bambini, combattenti e non combattenti. La città era stata rasa al suolo dai bombardamenti del ’44. La loro casa, come poche altre del centro città, era stata graziata…qualche piccola lesione, null’altro!

Da pochi mesi lei aveva ricominciato a insegnare nella scuola pubblica, ma l’indomani sarebbero iniziate le vacanze di Natale e Anton sarebbe tornato a casa, anche se, da quanto le aveva scritto, faticava a muoversi perché aveva perso un piede saltato con una mina e solo grazie alle stampelle riusciva a spostarsi. Non vedeva l’ora di accoglierlo e avvolgerlo in un abbraccio. Adesso non era più sola.

Faceva particolarmente freddo, la stufa in ghisa nel salone non riusciva a scaldare l’ambiente…aveva freddo dentro Amie! Sfogliava le pagine del libro che teneva sulle gambe…Catullo e Saffo le tenevano compagnia ma tutto era un grigiore.

Spifferi della finestra le rammentarono con nostalgia la preparazione in famiglia dei dolci tipici di Natale, il bell’albero grande, Weihnachtsbaum, che ogni dicembre tutti insieme decoravano con cura,e poi, senza perdere tempo, intonavano canti natalizi come Stille Nacht, heilige nacht.

Papà seduto nella grande poltrona li applaudiva contento e mamma che lavorava a maglia sorrideva felice. Poi andavano a Romemberg nella grande piazza del centro di Francoforte e lì passeggiavano tra i mercatini per scegliere i doni da mettere sotto l’albero e che poi tutti insieme avrebbero scartato la notte santa.

Adesso Romenberg non esisteva più così come non esistevano i mercatini, vie e piazze importanti della città…

Guardò ancora una volta fuori dalla finestra. Buio pesto. Sarebbe andata a letto subito dopo cena. L’indomani mattina avrebbe dovuto svegliarsi all’alba, preparare sporte di spesa per i bambini orfani di guerra e ospiti in una piccola casa di accoglienza. Era lì che in quei mesi spendeva il suo tempo libero. Era lì che l’indomani davanti all’albero che aveva addobbato con i piccoli vicino al caminetto avrebbe intonato i nostalgici canti di natale… Stille Nacht, heilige nacht.