Ciao papà, continua a brillare ancora…

Seduta, accovacciata nell’angolo più acuto del cuore, ho sfiorato e poi afferrato la mano dei ricordi.
A piedi nudi ho percorso indecifrabili passi indietro in un labirinto rivestito di silenzi.
E’ in fondo al cuore che ho avvertito l’odore di te.
Effluvi che hanno rievocato le tue carezze, tenerezze che mi hanno sostenuta nei miei primi passi, nei primi buffi giri in bici, profumi di valzer lento, stracolmi d’amore e di cui solo tu eri il mio Maestro.
Ora le stelle agganciate al cielo mi avvolgono in una nuova stretta, arruffandomi i capelli e proteggendomi dall’oscurità.
Resto con gli occhi fissi sui notturni dardi radiosi e so che tra essi brilla la tua anima che recita ossimori di vita e canta l’amore per accendere il buio della notte, attendendo nuove infinite albe.
Sei la guida esclusiva dei miei passi di danza nella vita….

Ciao papà, continua a brillare ancora per me, per noi…

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La notte di Ognissanti

E’ notte. Chiudo le palpebre quando mamma mi rimbocca le coperte e sfiora la fronte con un delicato e indimenticabile bacio della buonanotte.
E’ la notte di Ognissanti.
Decido di attendere sveglia l’arrivo dei morticini che secondo la tradizione popolare, durante la notte, tornano nelle case dei loro cari portando i regali ai loro discendenti.
E in attesa del loro arrivo, me ne sto con gli occhi strizzati, seminascosta sotto le coperte forse per paura del buio ma anche un po’ per ansia per l’arrivo inconsueto di nonni di cui non rammentavo molto e i cui volti li avevo visti in vecchie foto in bianco e nero.
Mi chiedo irresoluta: “E se mi trovassero sveglia cosa farebbero? Fluttuerebbero per casa indispettiti e non lascerebbero i regali tanto attesi? Si dissolverebbero nell’oscurità?”.
E mentre mi areno nei dubbi più straordinari, tipici della fantasia sbalorditiva dell’infanzia, mi inabisso nel sonno più profondo e nei sogni di bimba ingenua.
Al risveglio, quando le prime luci del mattino, deboli bagliori che mi lambiscono le palpebre fino a farmele riaprire, mi siedo sul letto con le gambette penzoloni, stropicciandomi gli occhi ancora incredula e stupìta per essermi persa il tanto sospirato appuntamento Da quel momento inizia la convulsa ricerca dei regali.
Si va per casa in silenzio, in punta di piedi, per non disturbare chi ancora dorme e si apre una bella caccia al tesoro… tutto è fantastico! Si cerca negli angoli più impensati e il ritrovamento è pura esultanza.
A distanza di tempo sento ancora il sapore di biscotti speziati alla cannella e della morbida e profumata frutta martorana, l’odore delle caldarroste, il gusto dei semi vermigli sgranati dei melograni. Tutti doni che trovavamo in un delizioso cestino vicino ai regali …
Odori, colori, sapori di sublime felicità e gioia condivisa.
Marinella Tumino©

E nella foto… me voilà all’età di 4 anni!!! Emoticon heart

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Esattamente 1 anno fa…

Prima Presentazione a Ragusa di TRAME D’INCHIOSTRO- Racconti e oltre di Marinella Tumino, KIMERIK EDIZIONI 2015, presso Sala Falcone-Borsellino. Ragusa Ibla

GRAZIE A CHI C’ERA e a CHI C’É ANCORA OGGI con il suo affetto e il suo esserci, mera testimonianza di sinceritá e stima indiscutibili.

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Come ami tu?

Sai, non tutti amano allo stesso modo
e, allora, mi chiedo come ami tu.
C’é chi ti guarda negli occhi,
ti strappa dal mondo in cui vivi e
ti catapulta prodigiosamente nel suo.
C’è chi ti regala fiori e
parole che profumano d’amore.
C’è chi ti abbraccia e
ti fa danzare in punta di cuore.
C’é chi ti fa ridere
per paura di veder scomparire
la curva del tuo sorriso.
C’é chi te lo grida in silenzio e
chi ascolta i tuoi respiri confusi e anelanti.
C’é, poi, chi ti sorprende offrendoti un posto in poltrona in prima fila per assistere a un tramonto esclusivo.

E tu?
Me lo chiedo da un pó…perché non so ancora come ami tu.
So solo come ho imparato ad amarti io ♡

MarinellaTumino@

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NO AL BULLISMO. NO. NO. NO.

NO AL BULLISMO. NO. NO. NO.

Arturo è il mio nome.
Ho 12 anni e sono un ragazzo leale e disponibile;
credo nell’Amicizia, con la A maiuscola.
Me lo hanno insegnato i miei genitori.
Mi sono sempre fidato delle persone che mi stanno intorno,
ma nella mia scuola sto imparando a conoscere una nuova realtà:
i miei compagni mi prendono in giro perché ho qualche chilo di troppo
e una piccola macchia sulla guancia sinistra.
Mi assegnano nomi assurdi!
Non dico nulla ai miei genitori per non farli impensierire.
Non mi piace farli preoccupare per delle stupidaggini;
del resto non c’è nulla di che preoccuparsi…i miei compagni scherzano,
hanno solo questo strano modo di fare.
L’altro giorno facevano a gara a chi mi pestava i piedi in maniera più vigorosa
Ed io li lasciavo fare…eppure avevo male.
La settimana scorsa, invece, mi hanno spogliato e fatto fare la strada di ritorno verso casa… in mutande;
poi, proprio davanti al mio portone, mi hanno restituito i vestiti, mentre si sganasciavano dal ridere.
Meno male che era già buio e nessuno mi ha visto!
A loro piace scherzare sempre!
Sabato hanno deciso di rubare le merendine alle compagne del catechismo.
Quando ho detto che l’idea non mi piaceva, mi hanno minacciato, allora sono andato in missione con loro.
E mentre loro stavano di guardia, io ho fatto il furto, poi siamo scappati tutti insieme, tra risate e schiamazzi.
Ho pensato, però, che domani…domani li picchierò tutti…ma no, riflettendoci, perché dovrei picchiarli? Loro scherzano naturalmente. Loro sono fatti così…bizzarri!

Sono Arturo, ho 14 anni e sono molto deluso.
Ieri in palestra i miei compagni, così per scherzare, mi hanno fatto fare la palla e preso a calci.
Il prof non si è accorto di nulla, tanto per cambiare…
Sono tornato a casa dolorante e pieno di lividi.
Ho raccontato tutto ai miei perché sono davvero stanco.
Siamo stati in Commissariato; mi hanno detto che
l’anno scorso sono morti due ragazzi della mia età a causa del bullismo.
B U L L I S M O!
Si chiama proprio così!
Mi hanno pure detto che io sono un coraggioso perché li ho denunciati
e che devo sempre raccontare tutto a mamma e papà perché loro mi amano davvero
e non scherzano con il mio “essere” e il mio “sentire”.

Ora mi sento più forte. Sì, sono forte e fortunato.
Ho una meravigliosa famiglia che mi ama e insegna cosa è giusto fare o dire e cosa no.
No al BULLISMO, NO, NO, NO!

PH Angelo Iacono

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Selfie con gli ineccepibili allievi dell’IIS “Q.Cataudella” di Scicli

Ecco…il potere della PAROLA…la PAROLA diventa MAGIA…

e con i giovani del “Quintino Cataudella” diventa pure FIABA Emoticon heart<3 Grazie alle prof.sse Maria Nardi e Bernardette Alfieri, organizzatrice e conduttrice dell'evento, e a tutti gli studenti partecipanti, nonché alle bravissime "lettrici ad alta voce". Porterò nel mio cuore tutti i vostri visi sorridenti e accoglienti.

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