Author: Marinella Tumino
A mare si gioca…

A mare si gioca
Si possono fare i castelli di sabbia
si può stare sotto l’ombrellone a fare le parole crociate
si può giocare con le racchette e la pallina
si possono fare volare gli aquiloni
e si può scrivere il proprio nome sulla sabbia
A mare si gioca
Si possono fare le gite col canotto
si può prendere un materassino e fare il bagno col bambino
gli puoi mettere i braccioli, la maschera,
e poi quando esce dall’acqua starci insieme,
e giocare con lui, con la paletta e il secchiello
perché a mare si gioca
A mare si gioca
I gabbiani lo sanno,
infatti volano a pelo d’acqua… e urlano
e poi salgono su altissimi… e fanno finta di essere delle nuvole
i pescatori sono loro amici e gli lanciano i pesci
e loro ricambiano, riempiendo di allegria bianca
i quadri, i cieli, le acque e la vita
A mare si gioca
giocano tutti!
Si può giocare al gioco dello scafo
si sale tutti su un gommone
fino a riempirlo all’inverosimile
quando quello che porta il gommone,
che comanda,
dice di buttarsi tutti a mare
ci si butta a mare
è un gioco
Quando io ero giovane lavoravo nella guardia costiera, a Lampedusa
quante cose che ho visto!
una volta mentre giravamo abbiamo visto 366 delfini impigliati nelle reti,
forse per fame, forse perché c’era una guerra sottomarina tra pesci,
noi li abbiamo liberati tutti dalle reti
e li abbiamo visti nuotare velocissimi, saltare fuori dall’acqua e inseguirsi… giocavano!
A mare si gioca
si gioca!
Ci sono bambini che giocano a stare immobili con la faccia in acqua
senza respirare
perché tanto lo sanno
che sta per arrivare la mano forte del pap
che li prenderà e li farà giocare.
di Tony Canto,
canta Nino Frassica
Siamo soffi di vento caldo, tu ed io…

SIAMO SOFFI DI VENTO CALDO, TU ED IO
Siamo soffi di vento caldo, tu ed io.
Ci intrichiamo nelle stesse venature per imperlarci d’amore,
Ci stringiamo forte fino a farci mancare respiro
Viviamo di piccoli istanti, di carezze fatte sulla fronte.
Di entusiasmi che ci infervorano
Di versi cuciti sulla carta.
Siamo aliti mossi dalla Terra, tu ed io.
Ci cingiamo nel pulviscolo dei gesti, in attesa della primavera fiorita.
Ci perdiamo nei baci degli amanti inzuppati d’amore.
Plasmati per essere accolti nello stesso ventre.
Laddove i desideri ci comprimono il petto.
Laddove lo spirito non si stacca mai dal corpo.
©MT
Trame d’inchiostro in libreria…
Sono “Trame d’inchiostro” lasciate su un album fotografico i racconti che l’autrice Marinella Tumino raccoglie in questo lavoro. “Racconti ed oltre” è il sottotitolo poiché anche le poesie fanno parte dell’album dei ricordi, quello che l’autrice continua ad aprire e chiudere per scegliere una foto da raccontare o a cui dedicare un’ode che viaggia anch’essa sull’onda di quell’’attimo immortalato da un flash. Vari i filoni che possono essere esplorati nell’analisi dei temi trattati: l’amore, l’immigrazione e la clandestinità, la guerra e la povertà, il dolore e le emozioni, quelle forti di una madre o quelle vissute dagli amanti. Portano la firma del ricordo, come quello che fai affiorare sfogliando un vecchio album di fotografie. Una sola costante con varie sfaccettature: la donna (….)
Tratto da PREFAZIONE a #TrameDinchiostro a cura di Giovannella Galliano
Puoi acquistare on line:
http://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=1940
http://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=1955
Nuovo romanzo inedito approda in terra turca….

È in un momento di grandi incertezze, perplessità e paure a livello non solo europeo ma anche mondiale che il mio nuovo #RomanzoInedito, cui ho dato il titolo “Oltre il Cielo di Istanbul”, ha solcato terra turca. Nelle preziosissime mani di una grande giornalista e scrittrice….una donna speciale. Grazie MINE TURKILI ♡ il tuo lavoro e la tua recensione mi hanno scaldato il cuore….
E adesso proviamo a volare alto…
“Volarono sopra la cittá al crepuscolo(…) Che meraviglia i minareti! Sagome aguzze e slanciate che si stagliavano nel cielo infuocato di un tramonto senza nubi….sembravano dita mingherline e nodose che cercavano di afferrare il cielo, l’infinito, facendosi spazio tra case e moschee…”
I Miricani Trasierru e Giovannuzza…

“(…) Donna Lucia e don Michelino non avevano figli e la donna da sempre aveva avuto un occhio di riguardo per la picciridda che era molto vivace e intelligente oltre che ben educata.
Dopo pranzo, la signora invitò la piccola ad accompagnarla nello studio dove c’era una ricca biblioteca con tanti volumi ma Giovanna non sapeva ancora leggere e Lucia, allora, le faceva sfogliare libri con immagini di animali nelle foreste, di pesci negli oceani, di fiori oppure le leggeva qualche fiaba. Nel frattempo le carezzava i capelli e la piccola si lasciava coccolare sognante.
“ Ma perché non hai figli?”- chiese Giovanna a Lucia
“ Perché ancora la cicogna non ce li ha voluti portare”
“ Ah…ma se ti piacciono tanto, vedrai che la cicogna te li porterà” – sottolineò la piccolina – poi aggiunse- forse dovresti fare qualche preghierina in più, non credi?”
“ Hai ragione, Giovannuzza, credo proprio che io debba pregare un po’ di più – affermò Lucia che stava divertita al gioco- così la cicogna correrà subito a portarmene almeno uno.
Si guardarono e si sorrisero con grande complicità”
da I MIRICANI TRASIERRU in #TrameDinchiostro2015
Puoi acquistare on line:
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Nella foto Giovanna(ovvero la mia mamma all’età di 2/3 anni)
protagonista del racconto “I Miricani trasierru”
NE PLUS JAMAIS! MAI PIU’!

Il Giorno della Memoria non è solo il 27 gennaio, come ci ricorda la Legge 20 luglio 2000 n. 211, ma sempre!….Dunque, ricordiamoci di guerre assurde senza senso, di forni accesi pronti a uccidere anime innocenti. Ricordiamoci di grida silenziose, di quell’indifferenza al dolore, di chi è stato vittima ingiustamente. Ricordiamo quanto l’uomo sia capace di diventare disumano, infame e amorale e dell’atrocità di ogni assurdo gesto compiuto,
Oggi, domani e SEMPRE ricordiamoci dei fatti, di quegli orrori compiuti, di chi non c’è più. NE PLUS JAMAIS!….MAI PIU’!
LA SHOAH RACCONTATA AI BAMBINI

A Buchenwald nel corso della guerra mondiale, come in altri campi di sterminio, vennero uccisi molti bambini. Questa poesia li ricorda.
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternit
perché i piedini dei bambini morti
non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole…
JOYCE LUSSU


