A TESTA IN GIU’

Hai mai provato a guardare il mondo
a testa in giú?
Io ho osservato la gente a testa in giú
volti sconvolti
pensieri fugati

E col cuore a testa in giú
ho ammirato i colori di intramontabili tramonti
Ed é lí che, in un istante eterno, ho incontrato i tuoi occhi

A testa in giú
mi hai sfiorato i pensieri
ricamandomi la pelle di brividi
Ed io, assorbito dal tuo sguardo,
come in una voragine,
ho guardato nel profondo
e ho baciato il mondo che hai dentro.

Insieme, mano nella mano,
a testa in giú
appesi
sospesi
fluttuanti
abbiamo scolpito la notte
e ritagliato le stelle.

A testa in giú
si libera l’anima
e si fugge dal male…

Io e te
a testa in giú

Marinella Tumino@

SCRIVO DUE RIGHE PER ME

Scrivo due righe per me
che penso e ripenso
trito e ritrito
spero di fare bei sogni

Spettinandomi l’anima e
spolverando fra le pieghe del cuore
sento il bisogno di prender sonno.
Scrivo a me,
incapace di preoccuparmi
del mio sorriso
e dei miei occhi spenti.
In una notte di pungente freddo
innamorata delle stelle
Do uno sguardo al cielo

Mi scrivo
Mi faccio dono di questi versi
che valgono piú di una carezza,
piú di un abbraccio

Incubi selvaggi
Pensieri distratti
Timide paure
indubbie perplessitá

Cavalco nuvole imbizzarrite
E faccio sogni di bimba
Sperando che domani…
Domani sia davvero un giorno migliore…

Marinella Tumino @

Per le vie di Trieste

In una delle mie passeggiate rilassanti, sospinta dalla bora, accarezzata dalla bellezza di piazze e vicoli…Eccomi in una delle librerie piú antiche della cittá dove per ben 35 anni lavoró Umberto Saba…
“Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia”
(Umberto Saba, Trieste)

A mio figlio…

Ho una frotta di storie da raccontare,
un’ondata di inchiostro da consumare
e oggi voglio dire di te, figlio mio…
Su fogli che profumano di vita
scriveró

Stai crescendo troppo in fretta, anima mia.
Sento ancora ora le tue delicate manine…
mi accarezzavano il volto
quando ti stringevo a me.
Mentre ti nutrivi del mio nettare
ti perdevi in me e
io teneramente mi impigliavo in te.

Voglio raccontare di te, figlio mio,
che con le ali ai piedi
stai spiccando il volo,
vivendo con slancio le tue passioni

Oggi, peró, hai da vincere una piccola battaglia…
E tu guerriero la vincerai…
Io sono e saró con te, figlio mio…
Non lasciarmi la mano…
Ti abbracceró
Ti guideró
In punta di piedi ti seguiró…
E respireró per me e per te finché fiato avró.

Marinella Tumino@

Ai Bambini dell’ospedale pediatrico BURLO GAROFOLO di Trieste

A tutti i bambini e ai loro genitori che ho incontrato e conosciuto all’ospedale pediatrico “Burlo Garofolo” di TRIESTE

Laddove il dolore vive di speme
Annego i miei occhi nello sguardo dei bimbi
Ognuno una storia da narrare
Scampoli di vita e speranza
segnano la mia essenza
affondano
si intricano nelle cavitá del mio cuore.
Conosco il dolore di quegli angeli
Rifletto
Piango…
I bambini del “Burlo”
travolti dal vortice del loro destino
Sognano
Fantasticano tra clown e camici bianchi
Sorridono
fiduciosi di vincere la gara per la vita

Marinella Tumino@

Sul filo

Sul filo…
Sospesa tra cielo e terra
in bilico tra emozioni e sensazioni
i pensieri volteggiano
fingono
sorridono
prendon forma.
A spasso tra l’angoscia e la poesia
mentre coloro dentro i margini
sorseggio speranze,
vivo di immenso

Marinella Tumino@

Diciamo NO contro ogni forma di violenza (fisica e psicologica) sulla DONNA ❤

Ecco il mio scritto finalista al Concorso IO DONNA…IN 200 PAROLE!
Dedicato a tutte le donne vittime del FEMMINICIDIO Emoticon cry:'(

SCARPE ROSSE
Scarpe rosse.
Le ho attaccate al chiodo.
Non servono più… non le calzo più.
Io non sono più!
Io che profumavo d’amore, sono stata vittima d’amore.
Lo amavo.
Gli ho regalato tutto di me: corpo, mente, cuore. Gli ho regalato la mia vita.
Lui mi picchiava, mi pestava, mi puniva.
Lui mi amava, mi diceva…
Lui mi amava, lo ripetevo al mio cuore, ormai stanco di sopportare.
Lui mi amava e mi picchiava. Io lo amavo e stavo al gioco.
E continuavo a vivere nel buio dei miei giorni una vita che non era più vita.
Cercavo la felicità con la mia ingenuità di bambina.
Cercavo la felicità fuori di me.
Ansia…paura. Tanta paura.
Sogni frantumati.
Silenzio. Silenzio assordante e logorante.
Silenzio rotto dalle mia urla ribelli.
Silenzio infranto dai miei lividi.
Silenzio spezzato dalle mie cicatrici che accarezzavo quasi con fierezza.
Sangue.Silenzio. Silenzio. Silenzio.
Ho attaccato le mie scarpe rosse al chiodo.
Silenzio.
Marinella Tumino©

Ricordo ancora le tue carezze

Ricordo ancora le tue carezze, sai?
Inutile dirti che ti ho dimenticato…
Sarebbe la prima bugia che la mia fioca voce ti sussurrerebbe in silenzio.
Il tempo andato ritorna appannato,
cavalcando le onde del presente.
Respiro amore sfiorando a mani nude le ambigue notti,
mentre nell’oblio percorro i miei scalzi pensieri, ricamando la tua ombra alla mia.
Nell’ardimento dell’aurea alba rivedo i tuoi occhi lambire il mio corpo.
Ricordo ancora le carezze
che le tue mani grandi e forti
mi hanno regalato.
Nulla è cambiato
perchè tu sei e resterai
a un millimetro dal mio cuore.

@Marinella Tumino

Nella foto: ” Pensando a te” ( “In thoughts of you”) di Jack Vettriano
Olio su Tela

Anime calpestate dal vento

In fondo siamo ricordi calpestati
Anime spolverate dal vento che soffia
Siamo oblio…quiete
Energia
Siamo danzatrici senza volto
Che piroettano nel tempo
Siamo speranza
Futuro rosa
Sognatrici che raccontano la magia di fate
e di maghi burloni
Viviamo immergendo il cuore
nell’inchiostro rosso dell’amore
Profumiamo di versi
Poesie che cantano la gioia…
In fondo siamo poeti matti
Artisti della notte
Siamo luce di speranza e di vita
Stelle che brillano in silenzio
Marinella Tumino @