A Mostar tra le pietre levigate del suo ponte, il silenzio conserva ancora l’eco della guerra. Non certo come una ferita da esibire, ma come una memoria che ha imparato a convivere con la luce.La Neretva continua a scorrere, indifferente al tempo, mentre le due rive raccontano che ricostruire non significa cancellare, ma trovare il coraggio di unire ciò che sembrava perduto.A Mostar ogni tramonto è una promessa: anche dopo il fragore delle bombe, la bellezza può tornare a parlare. E lo fa con voce bassa, tra i vicoli di pietra, le case segnate dal passato e il ponte che, ancora una volta, invita ad attraversare non solo un fiume, ma la distanza tra memoria e speranza

