I PLATANI DI FERRAMONTI

Sentinelle silenti, custodi della Storia, i platani vetusti si ergono nel campo di internamento di Ferramonti.
Le olimpiche chiome verdi si stagliano nel cielo in cui lanose nuvole si rincorrono immemori.
Nel silenzio del Campo, le voci della placida pianta, sacra ai greci, bisbigliano storie di vita, di sofferenza ma anche momenti di gioia e di dolcissima malinconia.
I rami robusti si protendono nello spazio come a voler abbracciare quell’umanità tormentata e martire che li ha sfiorati col cuore e con gli occhi.
E io ho imparato da quei Platani che la Storia si ripete, che non è concesso dimenticare, che occorre operare per non ripetere gli errori, per un futuro migliore.
Mentre il tempo scorre inesorabile, i Platani di Ferramonti continuano a sussurrare le migliaia di storie conosciute e io sto lì ad ascoltare…
Ferramonti, 16/8/2018

A futura memoria…
Grazie all’Associazione Ferramonti, a Simona Celiberti e
all’eccellente e insostituibile guida del Campo Maria Lavorato.
Grazie per le indescrivibili EMOZIONI♡

NUOVA POSSIBILITA’ DI ACQUISTO

Il libro di Marinella Tumino, giunto alla seconda edizione è acquistabile anche presso il Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia, provincia di Cosenza, il più grande campo di concentramento per ebrei stranieri d’Italia. Il Museo è nato con l’intento di conservare e diffondere la memoria storica legata a questo luogo. Pochi sanno che la Calabria, durante la seconda guerra mondiale è stata scena dell’orrore fascista del razzismo e dei campi di concentramento. Da oggi, tra le testimonianze museali di quel periodo anche L’Urlo del Danubio.

Auguri, “Figlio mio”

“Figlio mio” sono le parole più belle che una mamma possa pronunciare dopo aver portato per 9 mesi nel suo ventre quella creaturina, dopo averla partorito con travaglio e dolore, sangue del suo sangue…
“Figlio mio”…ti ho coccolato impiastricciata di baci e amore, ti ho avuto addosso come una seconda pelle, ti ho avuto accanto stringendoti la mano…
Auguri “figlio mio” che stai crescendo facendoti spazio nel mondo, quello che comincia a essere lontano da me, affrontando la vita tra sfide, sbalzi di umore, cadute e conquiste, ma con la libertà di discernere e di continuare a sognare.
Auguri “Figlio mio” che tu possa andare incontro al futuro scegliendo di “essere” chi vorrai.
Porta con te questo mio AMORE perché è tutto ciò che posso donarti, così semplicemente…l’amore di una madre…
Buon compleanno, “figlio mio”!
Buon compleanno, Lorenzo mio❤
+16

La tua mamma

Nuona Recensione per L’URLO DEL DANUBIO

L’OPINIONE DEI NOSTRI LETTORI
“La memoria è tesoro e custode di tutte le cose” Cicerone. Il grande oratore latino sintetizza in queste poche parole un concetto che non dovrebbe mai essere dimenticato. Sempre più al giorno d’oggi giovani ragazzi si uniscono a gruppi di persone che rinnegano quel passato di orrori avvenuti durante la seconda guerra mondiale. Non sono mai avvenuti. Così liquidano tutto o peggio rimpiangono quei tempi bui. L’autrice di “L’urlo sul Danubio” vuole aggiungere la sua voce e ribadisce che i ricordi non possono rimarginarsi come le ferite, perché non si possono dimenticare. Dimenticare sarebbe l’errore più atroce. Nei confronti di tutte le vittime innocenti uccise perché considerate diverse, per il loro orientamento sessuale, la loro cultura, l’età, l’handicap, la religione, ma anche nei confronti delle generazioni future. Hanno il diritto di sapere e il dovere di conoscere la loro storia.
“È avvenuto quindi può accadare di nuovo” scriveva Primo Levi.

Marinella Tumino ha scritto un’opera a mio parere diversa che unisce la storia, le vicende vere di sopravvissuti e non, alle emozioni personali vissute da lei stessa visitando i luoghi che hanno visto la tragedia. Non nascondo di essermi emozionata leggendo la storia di Annetta… ho pensato a sua madre, l’angoscia, il terrore che deve aver provato nel lasciarla senza sapere se si sarebbe salvata almeno lei…

“Loro non hanno vissuto, noi possiamo e troppo spesso ce ne scordiamo”
Marinella Tumino

Voto: 8,5

GIURATA al Concorso Nazionale di Poesia Chiaramonte Gulfi X Edizione 20q8

Che dire? Solo GRAZIE sicuramente non basta! Un’esperienza nuova, forse un pò faticosa e di responsabilità per me, ma mi ha regalato l’opportunità di conoscere delle Persone meravigliose. Voglio ringraziare l’anima del Concorso Sergio assieme ad Alessandro e Giovanni. Grazie a Irene Savasta sempre attenta e professionale, grazie a Sebastiano e Cristina, voci che penetrano l’anima, ad Ariane per i suoi stupendi scatti e, ancora, a tutti tutti i giurati e sicuramente ai POETI che con i loro versi ci hanno regalato un caleidoscopio di emozioni.
Grazie di cuore alle insostituibili amiche giurate Giusi Zingale e Maria Concetta Trovato