IO E TE…

Inseguire i sogni, io e te
Gioire, lottare, contare i battiti del cuore
restando ad ascoltare in silenzio….Insieme.
E quando finiamo le parole, ne inventiamo di nuove;
quando il cielo si ingrigisce, inventiamo tanti cieli azzurri, colorati da arcobaleni
Insieme… io e te…
come l’atomo e gli innumerevoli elementi dello spazio.
A suonare e danzare sulle note più o meno intonate della vita
Io e te…
A un passo dal baratro… a un passo dall’estasi … INSIEME.

Marinella Tumino@

#ioEte

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Da “Frammenti d’anima”…

Lui le accarezzò i capelli, le asciugò quelle piccole lacrime dense di significato e con quelle stesse dita
inumidite le percorse le labbra da un angolo all’altro con un movimento lento, cadenzato ma eccitante. Si baciarono, sentirono un brivido lungo tutta la schiena, cominciarono a fremere. I loro corpi così come le loro anime, si unirono, si penetrarono, si attraversarono ansimanti e coscienti che avrebbero dovuto aspettare chissà quanto tempo prima ancora di rivivere quegli attimi indescrivibili e sapevano che non si sarebbero mai saziati l’uno dell’altra(…).

Da FRAMMENTI D’ANIMA di Marinella Tumino; Giovane Holden Edizioni 2014
Puoi acquistare su http://www.ibs.it/code/9788863965490/tumino-marinella/frammenti-anima.html

Nella foto: “The proposal at the train station” di Fabian Perez

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Tra un’emozione e l’altra

Tra un’emozione e l’altra
scrivo.
Scrivo frasi ricche di parole e di punteggiatura.
Scrivo di me, di te, di noi.
Tra un’emozione e l’altra
mi scrivo addosso
perché le parole non svaniscano…
Mi scrivo addosso
le parole che non ti ho mai detto
le storie che non ti ho mai raccontato…
Mi scrivo addosso
perchè tu possa rimanere
impresso dentro e fuori di me…
MT@

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Da SCIROCCO…

“Pian piano scoprì, come fosse la prima volta, quella pelle diafana: era così fina e morbida che gli infondeva trepidazione anche solo a lambirla. Rimase poi ad osservarla: un attimo, un minuto, un’eternitá. Era perso, asservito, imprigionato. Un universo parallelo fatto di lei, della sua pelle, della sua fragranza … Affondò il viso nella cavitá del collo che riusciva a evocargli il gusto del peccato, sussurrandole parole mute tra i capelli. Lei lo percepì e la sua carne rispose…”
Da SCIROCCO in Trame d’inchiostro di Marinella Tumino. Kimerik Edizioni 2015

Puoi acquistare SCONTATO su http://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=1940
https://www.ibs.it/trame-d-inchiostro-racco…/e/9788868846015

Nella foto: Jack Vettriano, Night Geometry, 2006

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La magia del Natale nella mia fiaba MERRY CHRISTMAS, PICCOLO JIM.

Fiocchi di neve scendevano fitti creando un manto di soffici piume che copriva gli edifici intorno e le piante del giardino. Natale era alle porte e l’atmosfera era resa ancora più magica dai vari addobbi. Il gigante albero, posto nella grande sala, era sapientemente illuminato dalla spirale di luminarie.
Il fuoco crepitava brioso e scoppiettante dentro il camino. Nella poltrona accanto stava seduto il nonno che, inforcati gli occhiali, leggeva uno dei tanti libri scelti dalla biblioteca di famiglia.
Il piccolo Jim, seduto sul tappetone davanti il focolare e confortato dal calore, seguiva incuriosito le allegre capriole del fumo e il moto delle scintille che brillavano come stelle.
I suoi occhi si spalancavano, si aprivano e chiudevano con celerità, seguivano il filo dell’immaginazione…
Il movimento delle fiamme lo ipnotizzarono e, come per incanto, si ritrovò in un folto bosco.
Faceva difficoltà a muoversi perché le gambette affondavano nella neve, mentre lo scoiattolo Spizzy lo seguiva giocherellando. Il grande aquilone si era impigliato tra i rami… Jim aveva provato a farlo librare in una mattinata di pieno sole e, seppur l’aria fosse frizzantina, il cielo azzurreggiava gioioso e le nuvole veleggiavano grazie al venticello che aveva travolto anche l’aquilone. Presto sfuggì dalle mani del ragazzino e, in un solo istante, restò intricato tra i rami della selva. Il bosco era un groviglio di arbusti e di abeti, pini, faggi e betulle i cui rami appesantiti dal masso di neve si chinavano con umiltà.
Lo scoiattolo con dimestichezza e abilità si arrampicò, ma per Jim fu più dura. I suoi scarponi scivolavano con facilità e più volte sdrucciolò, graffiandosi mani e gambe. Testardo più che mai provò a risalire, esortato dal cinguettio di alcuni passerotti felici, finché raggiunse il ramo nel quale il vessillo si era adagiato.
Rimase fermo, quasi impietrito, dopo aver afferrato con soddisfazione l’aquilone. Seppur affannato, rimase incantato dal panorama sul paesino e sull’altipiano circostante. Gli alberi erano piuttosto alti ma lasciavano scorgere angoli pittoreschi in cui pennellate di colore, ovattati di bianco, regalavano pura magia.
Sull’albero vicino adocchiò una casetta in legno da cui presto si affacciarono degli omini, alti circa mezzo pollice, vestiti di stracci verdi e bruni. Erano piuttosto buffi con i cappelli appuntiti verdi o rossi…. Appena si accorsero del piccolo Jim cominciarono a ridere sonoramente e a piroettare con agilità…poi cominciarono a saltare da un ramo all’altro fino ad arrivare da Jim e Spizzy che si era nascosto dentro il gilet del suo amico, allarmato da tutta quella esuberanza.
Visti da vicino, pensava Jim, i folletti con barba lunga e grigia, sembravano dei vecchini; poi, con audacia chiese loro: “Chi siete? Cosa fate?”
“Ciao ragazzino, hai del coraggio e questo ti fa onore- rispose uno di loro, forse il più anziano -Finora nessun bambino era rimasto a curiosare in nostra presenza! Tutti hanno paura del nostro aspetto. Io sono Zuffolo e sono il capo! Noi siamo i folletti del bosco.”
“Salve Zuffolo, io sono Jim e lui è il mio amico Spizzy. Abbiamo recuperato il mio bell’aquilone e ora però devo rientrare…Si sta facendo tardi e ho paura di perdermi nel bosco”.
“Non temere, se vuoi ti accompagniamo fino alla fine della foresta e all’inizio del sentiero del paese”.
“Grazie mille! Ma…ma…possiamo tornare domattina?”
“Certo! Sarà un piacere… Sai, noi stiamo preparando degli oggetti in legno …aiutiamo Babbo Natale a confezionarli per poi donarli ai bambini per Natale”
“Oh…ma che bello! Mi piacerebbe preparare degli strumenti musicali per l’orfanotrofio del paese…Sai, Zuffolo, là ci vivono più di quindici bambini che non hanno famiglia e il Natale è ancora più triste per loro…- poi, aggiunse con gli occhi bassi e il cuore triste- So che vorrebbero suonare qualche strumento ma non ci sono soldi a disposizione per comprarne…”
“Allora domattina vieni presto e noi tutti ti aiutiamo a preparare gli strumenti, che ne dici?”
“Ottima idea! Grazie! A domani!”
  
L’indomani molto presto Jim e Spizzy si arrampicarono sull’albero e si presentarono alla casa dei Folletti che li accolsero con letizia e risa. Quel posto era un delizioso laboratorio!
Nell’arco della mattinata, martellarono, segarono, impilarono e allestirono giochi in legno e tanti strumenti musicali: liuti, flauti, violini. Quanta fatica ci era voluta!
Finito l’arduo lavoro, i vari elfi provarono gli strumenti musicali…fu un tum tum, bam bam, flu flu…un tripudio di note musicali che echeggiarono con armonia nell’aria nevosa.
“Sai, anch’io sono un orfano e ho vissuto con i miei amici sfortunati fino a pochi anni fa, ma poi sono stato adottato da una meravigliosa famiglia che mi ama e non mi fa mancare nulla. Il mio pensiero, allora, va spesso a tutti loro…So cosa si prova!”
“Vedrai che questo sarà un bellissimo Natale- si espresse soddisfatto Zuffolo- anche per i piccoli dell’orfanotrofio. E il merito è tutto tuo, caro Jim, perché sei un bambino generoso e un gran lavoratore. Merry Christmas little Jim!”.

  
Come ogni anno, la sera della Vigilia di Natale, la famiglia di Jim andò in orfanotrofio portando tante prelibatezze e dei dolci per i piccoli ospiti. I bambini erano felicissimi e a mezzanotte, quando tutti stavano ritirandosi nel dormitorio, il cielo si riempì di polvere di stelle, mentre si avvertiva una rumorosa scampanellata. Il firmamento sembrò rischiararsi ed ecco che tra i tetti innevati sfrecciò la slitta di Babbo Natale che con le sue otto renne atterrò, in prossimità del grande pupazzo di neve, proprio nel cortile dell’edificio. Sentiti i rumorosi campanelli, i bambini incuriositi guardarono dai vetri appannati delle finestre; sgranarono gli occhietti e corsero tutti fuori. Santa Claus, il vecchio omone panciuto e vestito di rosso, proprio come nelle fiabe, con il sacco in spalla pieno di strenne, distribuì i doni ed esortò i piccoli a spacchettarli e poi a suonare gli strumenti. Quante soavi melodie! La magia della musica appassionò tutti i presenti…
“Ora sì che è Natale! – si espresse il piccolo Jim con esultanza e con i lucciconi agli occhi- Merry Christmas a tutti noi!”

Marinella Tumino©

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A Natale, ricordi di nostalgiche infanzie…

A Natale si accavallano ricordi
di nostalgiche infanzie,
in cui semplici gesti e sapori cullano mente e cuore.
A Natale ritroviamo l’onda lunga del nostro vivere,
attimi in cui
esultare di gioie non godute, pronunciare parole non dette, piangere lacrime non piante.
E pian piano,
con il cuore sommerso da sensazioni senza tempo,
tutto sembra più chiaro nell’ebbrezza della corsa.
Natale è il giorno più intimo dell’anno,
è il consueto riposo dell’affanno,
è il biglietto scritto con l’anima.
È il momento rigoroso e attento della riflessione.
Brindo perchè Natale sia un giorno come gli altri perchè tutti gli altri giorni siano semplicemente come Natale …
BUON NATALE DI CUORE A TUTTI VOI❤

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