HO BISOGNO DI…

Ho bisogno di colorare un sogno…
Un arcobaleno dipingeró
Un racconto scriveró
E sulle punte danzeró
Ma non basta…non basta
per placare la fantasia
Un lungo viaggio affronteró
Un treno prenderó
E da te arriveró
A casa tua giungeró
E questi versi
nella fenditura della porta insinueró
E poi?
Poi scapperó…
Al mare correró
E gli aquiloni spensierati inseguiró
E niente…
Volevo dirti…niente
Andró via dopo averti lasciato la mia poesia
MT@
Sulla strada di Kabul

Sulla strada sterrata di Kabul
olezzo
fango
grigiore
Ho incontrato la piccola Khina …
il suo sorriso dolce ma sofferente
I suoi occhi grandi, vivaci e impauriti
si sono impigliati negli anfratti del mio cuore
A Kabul ho conosciuto il dolore, la guerra, la morte.
La guerra
brutale, stolta, ingiusta.
Ho incontrato bambini che facevano il girotondo
sulle grucce in legno
Ho conosciuto bambini che giocavano con le mine
Ho visto bambini che saltavano sugli ordigni
Per le strade di Kabul ho distribuito sorrisi
regalato forza e speranza
a Khina, Afaf, Adid, Farah, Huda…
Mentre l’umanità continua ad essere incalzata dalla disumanità
Sulle strade di Kabul
bambini
attesa
speranza
emozioni
Marinella Tumino ©
A TESTA IN GIU’

Hai mai provato a guardare il mondo
a testa in giú?
Io ho osservato la gente a testa in giú
volti sconvolti
pensieri fugati
E col cuore a testa in giú
ho ammirato i colori di intramontabili tramonti
Ed é lí che, in un istante eterno, ho incontrato i tuoi occhi
A testa in giú
mi hai sfiorato i pensieri
ricamandomi la pelle di brividi
Ed io, assorbito dal tuo sguardo,
come in una voragine,
ho guardato nel profondo
e ho baciato il mondo che hai dentro.
Insieme, mano nella mano,
a testa in giú
appesi
sospesi
fluttuanti
abbiamo scolpito la notte
e ritagliato le stelle.
A testa in giú
si libera l’anima
e si fugge dal male…
Io e te
a testa in giú
Marinella Tumino@
SCRIVO DUE RIGHE PER ME

Scrivo due righe per me
che penso e ripenso
trito e ritrito
spero di fare bei sogni
Spettinandomi l’anima e
spolverando fra le pieghe del cuore
sento il bisogno di prender sonno.
Scrivo a me,
incapace di preoccuparmi
del mio sorriso
e dei miei occhi spenti.
In una notte di pungente freddo
innamorata delle stelle
Do uno sguardo al cielo
Mi scrivo
Mi faccio dono di questi versi
che valgono piú di una carezza,
piú di un abbraccio
Incubi selvaggi
Pensieri distratti
Timide paure
indubbie perplessitá
Cavalco nuvole imbizzarrite
E faccio sogni di bimba
Sperando che domani…
Domani sia davvero un giorno migliore…
Marinella Tumino @
Per le vie di Trieste

In una delle mie passeggiate rilassanti, sospinta dalla bora, accarezzata dalla bellezza di piazze e vicoli…Eccomi in una delle librerie piú antiche della cittá dove per ben 35 anni lavoró Umberto Saba…
“Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia”
(Umberto Saba, Trieste)
A mio figlio…
Ho una frotta di storie da raccontare,
un’ondata di inchiostro da consumare
e oggi voglio dire di te, figlio mio…
Su fogli che profumano di vita
scriveró
Stai crescendo troppo in fretta, anima mia.
Sento ancora ora le tue delicate manine…
mi accarezzavano il volto
quando ti stringevo a me.
Mentre ti nutrivi del mio nettare
ti perdevi in me e
io teneramente mi impigliavo in te.
Voglio raccontare di te, figlio mio,
che con le ali ai piedi
stai spiccando il volo,
vivendo con slancio le tue passioni
Oggi, peró, hai da vincere una piccola battaglia…
E tu guerriero la vincerai…
Io sono e saró con te, figlio mio…
Non lasciarmi la mano…
Ti abbracceró
Ti guideró
In punta di piedi ti seguiró…
E respireró per me e per te finché fiato avró.
Marinella Tumino@
Ai Bambini dell’ospedale pediatrico BURLO GAROFOLO di Trieste

A tutti i bambini e ai loro genitori che ho incontrato e conosciuto all’ospedale pediatrico “Burlo Garofolo” di TRIESTE
Laddove il dolore vive di speme
Annego i miei occhi nello sguardo dei bimbi
Ognuno una storia da narrare
Scampoli di vita e speranza
segnano la mia essenza
affondano
si intricano nelle cavitá del mio cuore.
Conosco il dolore di quegli angeli
Rifletto
Piango…
I bambini del “Burlo”
travolti dal vortice del loro destino
Sognano
Fantasticano tra clown e camici bianchi
Sorridono
fiduciosi di vincere la gara per la vita
Marinella Tumino@



